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Marco Valerio Carrara (ex allievi)

Marco Valerio Carrara

Studi alla Scuola di Sentieri Selvaggi: percorso didattico Filmmaker Script.
Occupazione attuale: Direttore della fotografia.

Marco Valerio Carrara nasce a Foligno nel 1990.

Durante il periodo universitario partecipa alla realizzazione di cortometraggi collaborando con associazioni culturali e successivamente frequenta il percorso Filmmaker Script di Sentieri Selvaggi nell’anno 2014-2015 dove si appassiona definitivamente alla fotografia e alle tecniche di ripresa.

Dopo la scuola lavora con gli ex-studenti Daniele Pace e Mattia Croccia alla realizzazione dei corti “Beyond Us” (2015) e successivamente “Alain” (2016) come first assistant camera.

A novembre 2015 inizia lo stage presso la Interlinea srl a Roma.
Questa collaborazione gli consente di partecipare alla realizzazione di spot pubblicitari, film e documentari in veste di camera production assistant, iniziando così a lavorare sul set con registi come Scott Cooper e Giuseppe Tornatore e a direttori della fotografia del calibro di Arnauld Potier, Fabio Zamarion e Maura Morales Bergmann.

Successivamente lavora come video assist al film “Maria per Roma”, diretto da Karen Di Porto.

Nell’estate 2016 inizia a lavorare negli Stati Uniti (New York) al suo primo lungometraggio come direttore della fotografia, “1948”, scritto e diretto da Ken Sibanda e alla serie web “Crow Hill” diretta da Kujo Ashanti.CONTATTI:

e-mail: marcovaleriocarrara@gmail.com

Telefono: +39 335 800 86 77 / 1-347 601 85 40


Percorso biennale in Filmmaking 2014-2016

Stage 2015-2016 presso Interlinea
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Nell’estate 2015 ho sostenuto l’esame finale del primo anno del mio percorso in filmmaking. Visto il mio interesse per la fotografia e la ripresa era chiaro che la mia specializzazione doveva essere “filmmaking – produzione”.

Dopo aver appreso i fondamentali a scuola il passo successivo doveva essere necessariamente l’esperienza diretta sul set, indipendentemente dallo scenario (tv, cinema, documentari, non avevo preferenze). Per me l’importante era mettermi alla prova, magari anche in situazioni con professionisti non italiani. Da questo punto di vista la Interlinea era la situazione ideale.
Così verso la fine di Ottobre ho iniziato ad recarmi quotidianamente presso la Interlinea mettendomi a disposizione. Dopo una fase iniziale d’orientamento caratterizzata da piccole commissioni, a Gennaio 2016 è arrivata l’occasione che aspettavo: la Full Moon, società molto vicina alla Interlinea, aveva ottenuto la produzione esecutiva dello spot pubblicitario di un profumo. In questo progetto ho svolto un doppio ruolo: assistente di produzione e camera production assistant.
Esperienza fondamentale: i membri del reparto macchina da presa si sono dimostrati molto disponibili e pazienti, ed è stata un’ottima occasione per imparare. E’ stato un grande piacere anche vedere all’opera professionisti del calibro di Scott Cooper, regista, e Arnaud Potier, direttore della fotografia francese.
Nel frattempo Interlinea si stava occupando di un film con Giuseppe Tornatore alla regia. In questa occasione ho potuto comprendere l’enorme differenza che c’è tra la produzione di uno spot e di un film, sempre in qualità di camera production assistant. In un film la mole di lavoro, come si può immaginare, è decisamente superiore, e i ritmi che si devono tenere mettono a dura prova la resistenza fisica e mentale. La location complessa e il costante maltempo non hanno certamente aiutato.
Queste due esperienze mi hanno aiutato a capire cosa significa lavorare in un set vero, e a questo punto non restava che applicare queste nuove conoscenze, stavolta in prima persona, e a Maggio arriva l’occasione perfetta. Un documentario da portare a termine in Sicilia, esattamente a Bagheria. Con una troupe ridotta e affiatata ho potuto lavorare a stretto contatto con la dop facendo l’assistente operatore.
In conclusione: l’esperienza presso la Interlinea mi ha permesso di conoscere un mondo che fino a quel momento avevo solo fantasticato. Poterlo vivere in tutte le sue sfaccettature (spot, cinema, documentario) è stato importante per fare dei passi avanti dal punto di vista professionale e per capire la mia dimensione ideale, in quale ambito sono mi sento maggiormente adatto a lavorare. Il fatto di aver ricoperto ruoli molteplici nell’ingranaggio produttivo, che sia stato ritirare le copie dei soggetti, tradurre i documenti e consegnarli al Ministero o guidare i van anche per lunghi viaggi, per me sono state tutte dimostrazioni di fiducia nei miei confronti. Perciò il mio parere non può che essere positivo.
Un’esperienza del genere la raccomando a chi innanzitutto vuole far parte di un gruppo di lavoro che si occupa di organizzazione e produzione, ma anche a chi vuole scoprire uno step alla volta tutti i passaggi dei sistemi produttivi. Anche se non si ha come obiettivo quello di lavorare esattamente in questo ambito, conoscerne gli aspetti è fondamentale.