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Laboratorio Recitazione cinematografica

Recitare davanti a una macchina da presa non significa solo essere “naturali”. La differenza tra la naturalezza spicciola e una verità ricca di spessore sta nell’essere padroni dei propri mezzi a tal punto da potersi abbandonare a molteplici personaggi, e nella giusta lettura del testo.

 PRIMO ANNO

Per poter diventare qualcun altro, e soprattutto per convincere qualcuno di essere altro da sé, il punto di partenza è necessariamente la conoscenza di se stessi. Del personaggio che ci siamo portati dietro fin a quel momento. Il modo in cui ci si muove, si guarda il mondo, i propri blocchi, la capacità di essere veri prima di tutto con se stessi.

 Fase 1

Attraverso scene tratte a film o da piece teatrali la prima fase dell’anno è concentrata sullo studio del proprio mezzo e sullo sblocco di tutte quelle inevitabili attitudini e sovrastrutture che ci siamo inconsciamente costruiti.  Allo steso tempo si lavora su un piano più tecnico sull’uso della parola, del corpo, del senso del ritmo e della costruzione del rapporto con gli altri in scena, dell’improvvisazione.

Fase 2

Acquisita una conoscenza un po’ più approfondita del proprio mezzo si passa alla macchina da presa per imparare le fondamenta elementari del linguaggio cinematografico. La micro recitazione, il non detto, il linguaggio non verbale, il primo piano. Lavorando su scene tratte da film si imparano i meccanismi peculiari della costruzione del personaggio nel cinema.

 

SECONDO ANNO

Il secondo anno è incentrato sul lavoro vero e proprio della costruzione di una scena e del proprio  personaggio all’interno di essa. L’allievo a questo punto ha più coscienza di sé e ha acquisito più sicurezza. È il momento per potersi abbandonare al personaggio, per lavorare anche sulle proprie fragilità, sul proprio non detto. È soprattutto il momento per capire come fare a diventare, “essere”, personaggi quanto più lontani e diversi da se stessi.

Si lavora su personaggi e su dinamiche della sceneggiatura sempre più complessi. La macchina da presa è come una macchina a raggi x, ha il potere di leggerti dentro più di qualsiasi altra vita. Noi attori dobbiamo essere capaci di toccare con coraggio e tecnica al tempo stesso la nostra verità più profonda e farla coincidere con quella del personaggio

 

TERZO ANNO (facoltativo)

Laboratorio di due mesi e mezzo in cui si lavora su scene cinematografiche esattamente come se stessimo lavorando in un set. Alla fine vengono prodotti e consegnati all’allievo degli showreel, i ideo delle proprie scene, fondamentali nella ricerca di un’agenzia o in generale per farsi conoscere appena diplomati.

Il corso, lavorando sia sull’improvvisazione sia su scene tratte da film, mira allo studio e all’approfondimento della consapevolezza di ciò che si vede sullo schermo, della micro-recitazione, della concentrazione, del rilassamento, dell’ascolto, della capacità creativa davanti alla macchina da presa.