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L’esperimento di “Ultima Chiamata”: dalla scuola al set!

Come parte della loro esperienza formativa, i ragazzi della terza annualità di UniCinema, con specializzazione Filmmaking, nel 2017 hanno preso parte  alla lavorazione di Ultima Chiamata, mediometraggio diretto dal docente Massimo Latini e prodotto dalla Scuola di Cinema Sentieri Selvaggi. Quale esperienza migliore, infatti, per chiudere un ciclo di studi che lavorare alla realizzazione di un vero – per quanto piccolo – film?

I ragazzi hanno avuto modo di lavorare sul set con Abel Ferrara,  Mimmo Calopresti e l’attrice e regista francese Prescillia Martin, girando per una settimana all’interno del Teatro de’ Servi di Roma, trasformato per l’occasione nella prigione fisica e mentale del protagonista Mimmo (Calopresti).

Ma Ultima chiamata non è solo il set di pochi giorni, quanto il risultato di un lungo lavoro didattico e creativo portato avanti per tutto il 2016-2017 dagli allievi e dagli insegnanti della Scuola, tra cui il Direttore della Fotografia Giovanni Bruno, gli sceneggiatori Enrico Saccà e Toni Trupia , l’aiuto regia Tiziana Luna Forletta e lo stesso regista, Massimo Latini.

L’attività  segue uno dei fine primari della Scuola: far sì che gli allievi si mettano in gioco, sperimentino, realizzino dei prodotti, lavorando in troupe con i colleghi degli altri corsi.

Ultima Chiamata
Una riflessione sul teatro, e sul rapporto tra attore, autori, regista e pubblico.

“Un uomo si risveglia in uno strano luogo, muri scrostati, una stanza spoglia, fredda e umida. Non capisce dove si trova, ha forti dolori sopratutto alla testa, prova ad aprire la porta ma è chiusa a chiave, prova a chiamare qualcuno, nessuno risponde. È prigioniero.
Inizia per lui un incubo, un percorso che lo porterà a comprendere cosa realmente è accaduto.

La crisi esistenziale di un uomo. Un grande attore, amato dal suo pubblico, che smette di avere fiducia in se stesso e diventa una maschera tragica, incapace ormai di riconoscere persino l’amore che lo circonda. Una riflessione sul teatro, e sul rapporto tra attore, autori, regista e pubblico.”

Costruito in chiave di thriller psicologico, ci racconta le vicende di Mimmo (Calopresti), un attore in crisi d’identità che all’improvviso si trova in una situazione che non comprende; mentre cerca quell’applauso che ancora gli sfugge, si rende conto che forse non c’è via di uscita e che il teatro può essere anche una prigione.
Mimmo, però, non è da solo; lo accompagnano un eccentrico carceriere (Abel Ferrara), il fantasma di un amore sospeso (Prescillia) e un passato di gloria che oggi sembra un ricordo sfocato; forse riuscirà a trovare la chiave del cancello che lo porterà di nuovo alla vita reale.

 

Backstage Ultima Chiamata: FEAUTURETTE