Giulia Galassi è un’attrice che da anni lavora tra cinema, televisione e teatro, con un forte interesse per la recitazione davanti alla telecamera e per la formazione degli attori e delle attrici emergenti. Il suo percorso unisce una solida preparazione tecnica a una grande attenzione verso la dimensione umana e relazionale del mestiere.
Dopo aver frequentato scuole e laboratori in Italia e all’estero — tra cui il prestigioso Lee Strasberg Theatre & Film Institute di Los Angeles — Giulia ha arricchito la sua esperienza formandosi con maestri come Sonia Bergamasco, Danny Lemmo, Massimiliano Civica, Elio Germano e Paolo Antonio Simioni.
Ha approfondito nel tempo approcci diversi al lavoro dell’attore: dal Method Acting al Meisner, passando per il metodo Linklater e Feldenkrais.
Negli ultimi anni si è fatta notare in diversi progetti cinematografici. È tra le protagoniste del film Holy Shoes (2022), diretto da Luigi Di Capua, presentato con successo al Festival di Torino. Sempre in ambito cinematografico, è protagonista del recente Il mio compleanno (2024) di Christian Filippi, vincitore della Biennale College.

Tra le sue esperienze precedenti si segnalano anche ruoli in Pantafa di Emanuele Scaringi, Io, trafficante di virus di Costanza Quatriglio, Sole di Carlo Sironi, Domani è un altro giorno di Simone Spada, Qualcosa di nuovo di Cristina Comencini e Arance e martello di Diego Bianchi.
In televisione, ha preso parte a serie come Rocco Schiavone, TPOL di Maria Sole Tognazzi e Doppio gioco di Andrea Molaioli.
Parallelamente alla carriera d’attrice, Giulia ha maturato una significativa esperienza nella formazione attoriale, specializzandosi nel lavoro in telecamera. Tiene regolarmente laboratori in diverse scuole e contesti professionali, tra cui l’IFA Scuola di Cinema di Pescara, la Scuola Volonté e altri spazi di ricerca e didattica indipendente.
Il suo approccio si basa su un’idea chiara e rigorosa: la recitazione davanti alla macchina da presa è un mestiere che si impara facendo. Per questo, i suoi laboratori si sviluppano sempre a partire dalla pratica: dialoghi selezionati da film o serie (preferibilmente italiani), lavoro in coppia, riprese in campo e controcampo, visione su monitor e feedback mirato. Quando possibile, il materiale prodotto diventa anche uno strumento concreto per la creazione di showreel o tape di presentazione.



