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Storia e linguaggio del cinema

STORIE: Storia del Cinema 

Docenti:
Pietro Masciullo, Aldo Spiniello

La storia del cinema non è mai lineare ma fatta di accavallamenti, di forti spinte sincroniche che manifestano uno sviluppo complesso. L’obiettivo del corso è quello di illuminare i vari decenni – dal cinema delle origini di fine Ottocento e primo Novecento alla digitalizzazione degli anni Duemila – analizzando le invenzioni e i movimenti che li hanno caratterizzati. Eventi decisivi come il passaggio dal muto al sonoro, l’esplosione del technicolor, la nascita e la crisi dello Studio System parallelamente alla nascita di Neorealismo e Nouvelle Vague, saranno trattati confrontando costantemente l’universo europeo con quello americano e i rispettivi orizzonti storici, sociali e culturali per offrire un bagaglio critico che sappia interrogare fenomeni ormai storicizzati e quelli in divenire.

Programma:

  • Il pre-cinema e i grandi padri del linguaggio Lumiere, Méliès, Griffith, Porter
  • Anni ‘20 – Espressionismo tedesco e sovietico
  • Anni ‘30 – Il Realismo Poetico francese e la Screwball Comedy americana
  • Anni ‘40 – Il cinema durante la Seconda Guerra Mondiale: il Noir americano e il Neorealismo italiano
  • Anni ‘50 – La codificazione dei generi: Mélo e Musical e la grande autorialità europea (Antonioni, Fellini, Visconti)
  • Anni ‘60 – Nouvelle Vague europea / Il crollo degli Studios e i prodromi della New Hollywood (Aldrich, Penn, Peckinpah, Lumet) e la nascita dei B movies
  • Anni ‘70 – New Hollywood e il cinema di genere italiano (poliziottesco/spaghetti)
  • Anni ‘80 – La nascita del cinema postmoderno e il cinema reaganiano. Accenni al cinema di Hong Kong
  • Anni ‘90 – Nuove ondate: le Nouvelle Vague asiatiche e il Dogma 95. La rilettura dei generi in Lynch, Tarantino e i Coen
  • Anni 2000 – Il cinema digitale da Matrix ad Avatar

LINGUAGGI: grammatica del cinema della televisione del web 

Docenti: Pietro Masciullo, Aldo Spiniello

Il cinema ha delle sue costanti, delle sue “figure” ricorrenti, ma è sempre stato un dilemma se avesse anche prodotto un linguaggio. Obiettivo del corso è quello di capire in che modo il cinema comunica attraverso l’immagine, non verbalmente, con una serie di regole che il cinema stesso tradisce o ridefinisce costantemente. La sua storia passa anche – e soprattutto – attraverso queste norme tramandate dapprima artigianalmente e poi assurte a sistema, a cui le generazioni successive di cineasti si sono costantemente ribellate, in un appassionante incontro/scontro con i predecessori. Queste lezioni affronteranno con un taglio più teorico e critico le figure e le tecniche attraverso cui il cinema (si) mette in scena ponendosi in maniera complementare alle lezioni specifiche di Ripresa, Montaggio e Regia.

Programma:

  • Linguaggio base: scala dei campi e dei piani
  • Il linguaggio classico hollywoodiano (da Griffith a Hitchcock)
  • Il linguaggio delle avanguardie europee (dadaismo, surrealismo e poi impressionismo e espressionismo
  • Le teorie del montaggio
  • Le varie scuole del primo piano, da Dreyer a Tarantino
  • Le focali: teleobiettivi e grandangolo nel loro uso espressivo
  • Il piano sequenza dalle influenze pittoriche nel realismo poetico a Bazin
  • Le innovazioni linguistiche del cinema moderno (da Rossellini alla Nouvelle Vague)
  • La punteggiatura filmica: dagli iridi allo split-screen
  • Oggettiva/Soggettiva e Focalizzazione primaria e secondaria
  •  Il linguaggio postmoderno (con cenni a serie televisive e videoclip)
  • Il suono: diegetico, extradiegetico, rapporto con le immagini, tipologie di ascolto (causale, semantico e ridotto), analisi della sincronizzazione