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Lavorare con la luce

La Direzione della Fotografia insegnata da un maestro della cinematografia italiana.

LAVORARE CON LA LUCE

Workshop con Alessandro Pesci


Una full-immersion con Alessandro Pesci, direttore della fotografia di Un’altra vita di Carlo Mazzacurati, N, Io e Napoleone di Paolo Virzì, Caos calmo, di Antonello Grimaldi, Habemus Papam di Nanni Moretti, Noi e la Giulia di Edoardo Leo e Viva L’Italia e Gli ultimi saranno ultimi di Massimiliano Bruno.

Il racconto di un’esperienza in continuo divenire attraverso le spiegazioni e i consigli di un maestro capace di coniugare e progettare - tra teoria, pratica, arte, artigianato, cinema di qualità e serie tv - il cinema del futuro, dove l’unico punto fermo sembra essere la necessaria conoscenza della luce.

Il corso unisce spinte diverse, tra teoria e pratica, i confronti e le parentele di linguaggio con altre arti visive come la pittura, l’animazione.

I riferimenti forti dell’immaginario cinematografico, le riflessioni puntuali sul colore, l’attenzione agli strumenti di ultima generazione, i rapporti con le altre figure professionali, i processi e i protocolli necessari per definire l’impostazione di una messa in scena, la comunicazione professionale, la gestione delle risorse umane di una squadra di lavoro nella realizzazione di un film, l’importanza della post produzione con il contributo decisivo e creativo del colorist nella fase della post-produzione e la cosidetta “color science



Presentazione, di Alessandro Pesci

La luce è una materia plastica, mobile, lavorabile. Arriva dal sole o la si riproduce artificialmente. Dalla formazione dell’immagine su di un supporto sensibile la luce interviene nel racconto cinematografico o nelle arti in genere attraverso la costruzione delle immagini. Nel linguaggio cinematografico l’uso della luce si è trasformato. Si è passati da una gestione ingegneristica e fortemente tecnica della luce ad una decisamente più espressiva.

La luce è un argomento semplice di per sé (ci serve per vedere), tuttavia molto articolato nella sua percezione e nello sviluppo creativo che può generare. Anche le figure più esperte stentano a riconoscere il lavoro sulla luce nell’impasto finale di un film.

Ci accorgiamo della luce quando non c’è o quando ce n’è troppa. La luce è un elemento che diamo per scontato ma nel cinema è sempre una forma di racconto, dall' uso tanto ingegneristico quanto creativo.

Il mio desiderio è quello di insegnare a trasformare la luce che riusciamo a visualizzare nei nostri intenti in una materia reale e gestibile al servizio di un film, di un documentario, di un'intervista, di uno spot pubblicitario, di una rappresentazione teatrale, di un lighting design.

Immaginiamo cosa possa voler dire leggere su una sceneggiatura la dicitura: ‘interno alba’. Per poter riprodurre cinematograficamente un'alba e trasfigurarla per lo schermo, dovremmo aver ben chiaro cosa è la luce dell’alba.

Film come ‘La sottile linea rossa’ o i film di Stanley Kubrick sono dei veri e propri manuali sulla luce nel cinema.

Un direttore della fotografia, un lighting designer, si occupa di questi temi nel rispetto dei tempi di realizzazione dell’opera secondo un principio inamovibile di ogni set: la necessità di fare presto e bene.

 

PROGRAMMA

Il workshop si svolge in due giorni tra sabato e domenica.

  • Lo sguardo e la scoperta della luce.
  • Visualizzazione di una scena scritta in una sceneggiatura.
  • Tendenza naturalistica di questi anni.
  • Trasfigurazione all’interno del naturalismo visivo.
  • La ricerca attraverso le arti visive.
  • L’inquadratura.
  • Gli strumenti di un direttore della fotografia.
  • Relazione tra il regista e il direttore della fotografia.
  • Rivoluzione tecnologica: sistemi a pellicola, digitali, 2D e 3D.
  • Espansione e nuovi spazi di linguaggio attraverso l’uso delle reflex digitali.
  • La luce nell’animazione Pixar. Dal disegno alla pittura al film.
  • La ricerca attraverso le immagini per la preparazione del film.
  • Studio di film dove la luce esterna, ‘naturale’ è completamente disomogenea da quella artificiale degli interni  (vecchi 007) e dove è completamente omogenea (Kubrick).
  • La luce che non c’è nei filmati commerciali Apple (still life).
  • Perché il naturalismo in cinematografia si sviluppa in ritardo rispetto alla pittura da Caravaggio a Norman Rockwell.
  • Vfx nel cinema e figura del colorist nella post produzione.
  • Testimonianze di professionisti nel settore audiovisivo.
  • Studio di scene da film e loro analisi, più ricostruzione teorica/pratica di alcune scene attraverso i sistemi di ripresa.
  • Svolgimento dell’esercizio pratico denominato ‘trekilowatt’.


Prossima edizione: sabato 10 e domenica 11 dicembre 2016


GIORNI, ORARI e LUOGO:


sabato ore 15.00-19.00

domenica ore 10.00-18.00 (+ 1 possibile ora per chiarimenti e fine esercizi)
 
Metro A Vittorio Emanuele - Metro B Colosseo


QUOTA ISCRIZIONE: 200,00€

 
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