Stampa

Dirigimi - Il lavoro del regista con l'attore

IL LAVORO DEL REGISTA CON L'ATTORE

accorgimenti per far funzionare le cose 

 

un workshop imperdibile per registi, filmmaker, attori, sceneggiatori

a cura di VALENTINA CARNELUTTI

 
Dirigere gli attori ma, anche, essere diretti da un regista.

Le competenze, la psicologia, le interrelazioni tra queste due figure sono importanti per la riuscita di un film e rappresentano un territorio d'incontro e, talvolta, di scontro.

Questo corso è rivolto principalmente ai registi e ai filmmaker ma risulta interessante anche per gli attori e per gli sceneggiatori: le dinamiche complesse della messa in scena, le aspettative di tutti coloro che partecipano alla realizzazione di un film, i meccanismi interni di chi deve interpretare un ruolo, sono elementi fondamentali del fare cinema.

Valentina Carnelutti fonde perfettamente competenze e conoscenze di registi, attori, sceneggiatori: le sue esperienze la rendono particolarmente preziosa per addentrarsi nei meandri del rapporto tra direzione e recitazione di tutti i set possibili e immaginabili.
 
 
 
PROGRAMMA ORIENTATIVO
Fare il casting, fare i provini
Chi è il regista e cosa deve saper fare, che cosa ci si aspetta da lui
Chi è l'attore e cosa fa, che cosa ci si aspetta da lui
Leggere la sceneggiatura, parlarne!
Costruire il personaggio
Relazionarsi con le altre professionalità del set
Lavorare sul set
La macchina da presa
Le domande attese, quelle disattese
Definire un linguaggio comune
 
Con questo seminario vorrei cercare di definire una lingua comune perché il regista e l’attore possano comunicare fin dal primo incontro senza affidare la riuscita della loro collaborazione alla magia che, se esiste, sarà una luce in più a illuminare il lavoro.
 
Valentina Carnelutti
 
 
LABORATORIO
il lavoro è aperto a registi, a filmmaker ma, anche, agli attori - oltre che agli sceneggiatori - con la certezza che ciascuno possa trarre beneficio dalla consapevolezza del lavoro dell’altro.
 
il laboratorio sarà articolato in un fine settimana intensivo nel corso del quale saranno toccati i punti seguenti:
- conoscersi (provino. casting. call-back. primo incontro)
- preparazione (prova con il cast. prova costumi. sceneggiatura. scena. personaggio)
- set (colleghi. direttore della fotografia. aiuto regista. trucco. prova. monitor. indicazioni)
 
In maniera discorsiva prima, perché emergano domande incertezze ostacoli, per fare chiarezza sulle posizioni e i ruoli di ciascuno, per definire insieme ai registi di volta in volta quali siano le loro fragilità e debolezze intorno alle questioni sottolineate. Poi in maniera pratica, perché altre domande possano emergere e trovare risposte. Per mettere a fuoco nell’esercizio gli elementi significativi del lavoro svolto.
 
 
RIFLESSIONI
per ragionare sul lavoro da svolgere insieme ciascuno dovrà allegare alla domanda di iscrizione
- poche frasi sul perché vuole fare il regista (davvero saranno sufficienti due righe!)
- poche frasi su quali siano per lei/lui le maggiori difficoltà incontrate o previste nel lavoro con gli attori
- una breve descrizione di una scena a due o tre personaggi originale e di una scena a due o tre personaggi di un film già realizzato da un regista di riferimento (le scene scritte per intero dovranno poi essere portate al laboratorio)
è benvenuta qualunque altra breve riflessione scritta in previsione del lavoro

Valentina racconta il corso

L’attore riceve una telefonata dall’agente che lo invita a fare un provino.
Il regista c’è? Non si sa. Non sempre. Quasi mai.
L’attore comincia a fantasticare, cerca informazioni (presso i colleghi, su internet, in videoteca) o forse conosce già il regista e allora si domanda: Perchéproprio io? Che cosa di me?
Al provino il regista non c’è. C’è una casting a fare le sue veci, e forse qualcuno che darà le battute della scena.

L’attore cerca di tradurre le parole della casting nel linguaggio che immagina essere del regista, di aderire a un personaggio che è appena abbozzato, per ottenere il ruolo, o almeno un call back.
Allora ci sarà il regista. E chissà quanti attori avrà già dovuto incontrare.
Il primo incontro dunque, al call back. O forse, se l’attore è stato scelto, a un incontro preliminare all’inizio delle riprese, una riunione, una prova con il cast, o alla prova costumi, o direttamente sul set. Set che comincia o set già avviato.
Il regista mi ha scelto, perchémi voleva? Perchécostavo meno? Perchéero nel pacchetto dell’agenzia? Perchéil personaggio mi somiglia? Perchépensa che lavorandoci io possa raggiungere l’idea che ha del personaggio? Mi ha scelta per il primo provino che ho fatto o per il secondo? Che cosa del provino ha funzionato? Che cosa devo tenere e che cosa invece scartare?
L’attore ha accumulato domande. Forse tensione.

Ha avuto la sceneggiatura prima del provino? Osolo una scena o due? Ha avuto una descrizione del personaggio? Ha finito di leggere la sceneggiatura prima di arrivare alla prova costumi? E prima di arrivare sul set? Sa chi saranno i suoi colleghi e compagni di lavoro? Gli altri attori, il direttore della fotografia, l’aiuto regista? Ha un’idea di come si lavorerà in questo film? Di come lavora questo regista? Dove si va? Cosa si cerca?
L’attore è al trucco. Forse il primo incontro avviene qui, il regista riflesso, l’attore davanti allo specchio. Forse ripassa le battute, forse si concentra, forse è a suo agio, forse vuole chiedere qualcosa... tra poco, sul set.
C’è tempo per una prova? L’aiuto regista indica l’azione, i limiti di campo, chiama il trucco, i costumi... una prova per le luci? Una prova per il carrello?
Una prova per gli attori? Un lusso.
E azione. Il regista la guarda dal set? O al monitor?
Va bene così? Se ne gira un’altra. Uguale? Diversa? L’attore vuole rivedersi? O non vuole? Il regista vuole che si riveda? O non vuole?
L’attore aspetta delle indicazioni, delle coordinate per capire come fare meglio. Il regista deve gestire una piramide di persone.
L’attore ha in mente l’analisi del testo, la costruzione del personaggio, il gesto, la voce, lo sguardo, l’ascolto, il rilassamento, le circostanze precedenti, l’intenzione, le pause, la testa il cuore la pancia. Forse chiede qualcosa, forse parla un’altra lingua, forse magicamente c’è un’intesa.

 

Il proposito di questo seminario è quello di individuare e mettere a fuoco alcune questioni principali di cui è opportuno tener conto nella relazione tra un regista e un attore nel corso di tutti i processi della realizzazione di un film a partire dal primo incontro fino alla visione del film finito.

Le competenze, la psicologia, le interrelazioni tra queste due figure (insieme a tutte le altre che compongono una troupe), sono fondamentali per la riuscita di un film, e rappresentano un territorio fertile ma insidioso, che è bene conoscere il più possibile nella pratica, perché diventi luogo di incontro e creatività, perché gli scontri possibili non siano un ostacolo ma diano luogo a nuove forze condivise.

 

Una volta terminata la scuola o il corso di regia i giovani registi si trovano nella migliore delle ipotesi ad affrontare la realizzazione di un film, corto o lungo metraggio che sia.

Hanno studiato la produzione, la fotografia, le macchine da presa, hanno nozioni di montaggio e di sceneggiatura, sanno che cos’è l’edizione e come gestire il suono, conoscono qualcosa della scenografia e dei costumi, ma molto spesso hanno solo sfiorato il tema del lavoro con gli attori.

È un argomento articolato, non si esaurisce in pochi incontri in aula, e certamente non si può imparare soltanto sui libri. Ma è un tema fondamentale per la riuscita di un film.

 

Questo è un seminario rivolto principalmente a registi e filmaker oltre che ad allievi di regia, ma è aperto anche ad attori e sceneggiatori, che sono invitati a mettere in gioco la propria esperienza mentre usufruiranno di quella della docente, con la fiducia che ciascuno possa trarre beneficio dalla consapevolezza del lavoro dell’altro. Le dinamiche complesse della preparazione, della messa in scena, del set, le aspettative di tutti coloro che vi partecipano, e in particolare i meccanismi in atto di chi si accinge ad interpretare un ruolo, sono elementi fondamentali nel corso della realizzazione di un film, su cui vale la pena interrogarsi a più riprese nel corso della propria carriera. In questa sede lo faremo tenendo conto il più possibile del punto di vista dell’attore, dei suoi obbiettivi, dei suoi doni, delle sue necessità.

 

L’obiettivo è infine quello di definire una lingua comune perché regista e attore possano comunicare sin dal primo incontro senza affidare la riuscita della loro collaborazione all magia che, se esiste, sarà una luce in più a illuminare il lavoro.

 

Docente: Valentina Carnelutti

Giorni, orari e luogo:

Seminario/Workshop:

sabato 16 e domenica 17 aprile 2016

Orario: Sabato dalle 14.00 alle 20.00

Domenica dalle 10.00 alle 18.00

Quota iscrizione: 200,00€

c/o Scuola di Cinema Sentieri selvaggi

Via Carlo Botta 19 -  Roma (Metro A - Vittorio Emanuele)

Telefono: 06.96049768  Mail:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

 

ISCRIVITI QUI

Joomla SEF URLs by Artio